Rsiparmio energetico a costo zero grazie alle EscoRisparmio energetico a costo zero grazie alle ESCo

Numerose opportunità di risparmio energetico vengono tralasciate perché troppo onerose da finanziare, oppure perché considerate non essenziali. Ad esempio, ad un Comune possono mancare i fondi necessari per investimenti in efficienza energetica e impianti a fonti rinnovabili (in particolare, da quando vige il patto di stabilità), o invece un’azienda può considerare quello energetico un tema marginale rispetto alla propria attività principale. Più spesso ancora avviene che aziende ed enti pubblici non siano in grado di valutare i risparmi energetici ed economici conseguibili e soprattutto non siano a conoscenza delle opportunità che hanno a disposizione per affrontare questi problemi. Eppure oggi esistono imprese specializzate nella identificazione e conseguimento del risparmio energetico a costo zero per i committenti, le cosiddette Società di servizi energetici o ESCo.

Le ESCo (Energy Service Company) sono nate negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’70 a seguito della crisi energetica che aveva provocato bruschi aumenti dei prezzi dell’energia. Fu allora che alcuni produttori di sistemi di controllo e di regolazione energetica, alcune società di consulenza energetica e i dipartimenti tecnici dei grandi produttori e distributori di energia, identificarono una nuova modallità per vendere le soluzioni tecnologiche da loro sviluppate, e cioè finanziarle direttamente. La cosa ebbe successo e la domanda di questo tipo di soluzione aumentò progressivamente, portando alla nascita di società autonome e dedicate.
Da alcuni anni, e a seguito del forte impulso fornito dalla Direttiva 2006/32/Ce sull’efficienza degli usi finali dell’energia, queste società si sono diffuse anche in Italia.

Il primo riconoscimento formale del ruolo delle ESCo avviene con il Dm 20 luglio 2004, nelle cui Linee guida si legge che le ESCo sono le “società, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, che (…) hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l’offerta dei servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di interventi per la riduzione dei consumi energetici”.

Il Dm 30 maggio 2008 specifica poi che la ESCo è una “persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici, ovvero altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali dell’utente e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento dell’efficienza energetica conseguito e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti”.
Il meccanismo di base
Le ESCo sono soggetti specializzati, che:
• reperiscono le risorse finanziarie richieste,
• eseguono la diagnosi energetica, lo studio di fattibilità e la progettazione,
• realizzano l’intervento,
• conducono, post intervento, la manutenzione e l’operatività.
Esse agiscono utilizzando, quando necessario, il meccanismo del Finanziamento Tramite Terzi (FTT).
In pratica, le ESCo offrono – a costo zero per l’ente pubblico o l’azienda – la diagnosi, il progetto, gli interventi di efficientamento e la gestione energetica post intervento. Stipulano con l’ente pubblico o l’azienda un particolare contratto che consente loro di retribuirsi con i risultati dell’intervento (risparmio energetico) e con gli incentivi nazionali all’efficienza energetica e alle rinnovabili.
Gli interventi delle ESCo
Le ESCo agiscono in tutti gli ambiti in cui un singolo intervento o la combinazione di diversi interventi possono generare risparmi di energia. Da un punto di vista generale, le ESCo possono dunque proporre progetti che integrano interventi di efficienza energetica e impianti a fonti rinnovabili. In linea di massima, finora le ESCo si sono però particolarmente specializzate nei settori dell’efficienza energetica e degli impianti di produzione di energia che danno diritto ai Certificati Bianchi e cioè:

• climatizzazione degli ambienti con recuperi di calore in edifici precedentemente climatizzati con energia non rinnovabile,
• impianti a biomassa per produzione di calore, pannelli solari, calore geotermico a bassa entalpia, impianti cogenerativi,
• illuminazione pubblica, illuminazione d’interni commerciali e industriali, ecc.

In linea di massima le ESCo offrono ai loro clienti un servizio integrato, ossia la progettazione o riprogettazione degli impianti in una logica di risparmio, l’installazione e poi la manutenzione e gestione degli impianti stessi.

Un altro beneficio che deriva dall’intervento di una ESCo è che – occupandosi della gestione degli impianti – è questo soggetto che si fa carico di gran parte dei problemi di conduzione (manutenzione, sostituzione degli apparecchi difettosi, ecc.). L’affidamento si interrompe solo quando, alla fine dei pagamenti, la proprietà degli impianti è definitivamente ceduta all’impresa o ente beneficiario dell’intervento.

Come si ripagano le ESCo: risparmio e Certificati Bianchi
La ESCo fornisce un miglioramento dell’efficienza energetica di un impianto individuando le soluzioni tecniche e – in linea di massima – le forme di finanziamento più adatte. La sua remunerazione è strettamente legata alla quantità di energia risparmiata (soluzione tecnica) in relazione con l’investimento fatto (identificazione delle migliori condizioni di finanziamento). E’ dunque il risparmio economico stesso fornito dall’intervento a retribuire in parte la ESCo: il proprietario dell’impianto in pratica continua a pagare la stessa cifra che pagava prima dell’intervento e con la differenza rimborsa la ESCO.
In realtà le ESCo hanno la possibilità di fare utili soprattutto perché hanno diritto a ottenere Certificati Bianchi in numero corrispondente all’efficienza energetica realizzata dall’insieme dei loro interventi. I certificati vengono rivenduti alle società di distribuzione di elettricità e gas a cui è imposto per legge di realizzare determinate quote di efficienza energetica o di acquistare le quote corrispondenti sul mercato (vedi voce nel menu di sinistra).

Alcuni osservatori ritengono che l’incentivo sia in grado di coprire poco più del costo del progetto, e che solo l’efficienza del progetto stesso e dunque i risparmi che ne derivano rendono le cose vantaggiose per la ESCo.
Le modifiche al meccanismo introdotte nel novembre 2011 dalle nuove Linee Guida hanno, a parere dell’Autorità, aumentato la “capacità dei TEE di contribuire alla copertura dei costi di investimento in tecnologie ad alta efficienza energetica”.

Chi mette i capitali d’investimento?

Fermo restando che il motore che ha dato impulso alle ESCo è certamente costituito dagli incentivi dei Certificati Bianchi, è evidente che trattandosi spesso di interventi molto costosi, deve entrare in gioco una terza parte, quella cioè che finanzia le operazioni rendendo disponibili i capitali iniziali: una banca o una società finanziaria.

In linea di massima, è la stessa ESCo ad avere un suo interlocutore bancario privilegiato, riuscendo così a garantire al suo cliente la soluzione completa del problema, sia dal punto di vista tecnico che finanziario. In questo caso la responsabilità ufficiale è completamente della ESCo. Ma può avvenire il contrario, e cioè che l’azienda, o l’ente che vuole effettuare interventi di efficienza energetica abbiano una diretta apertura di credito e che la ESCo intervenga solo per la parte tecnica. Il meccanismo di fondo è comunque identico: cambierà solo il tipo di contratto.

La qualifica ESCo, le forme societarie

Per qualificarsi come ESCo è necessario solo che nell’oggetto sociale sia specificato il ruolo di operatore nel settore dei servizi energetici integrati.
Le ESCo che operano sul mercato hanno provenienze molto diverse. In alcuni casi sono associate ad un distributore di energia elettrica o gas, altre volte derivano da società che forniscono sistemi di climatizzazione al settore immobiliare. In altri casi ancora sono imprese che offrono servizi di gestione dell’energia o consulenze sui processi organizzativi e di gestione energetica. Oppure ancora sono sotto-settori di imprese che costruiscono grandi impianti chiavi in mano.

La maggior parte delle ESCo presenti sul mercato sono imprese private, ma esistono anche ESCo a statuto pubblico/privato che sono organizzate per facilitare gli interventi negli enti pubblici. E’ loro consentito infatti di usufruire della semplificazione amministrativa che consente di prendere in affidamento diretto gli interventi, superando gli obblighi sugli appalti pubblici (Dlgs 18 agosto 2000, n. 267 e Finanziaria 2002).
Per orientarsi nel sempre più ricco panorama delle ESCo, è meglio valutare attentamente le competenze e le realizzazioni di ognuna per verificare se corrispondono al tipo di intervento che si vuole effettuare.
L’Autorità per l’Energia pubblica comunque l’elenco delle ESCo che hanno ottenuto certificazioni dei risparmi energetici conseguiti, e dunque Certificati Bianchi (vedi menu a sinistra).

Le tipologie di contratto

Le diverse combinazioni di servizi offerti dalle ESCo danno luogo a diversi tipi di contratti. Ciò che cambia è sostanzialmente il rapporto intercorrente fra i tre soggetti principali: ESCO, utente, istituto di credito.

Energy performance contract (EPC)
Quando i soggetti implicati sono solo due (ESCo e cliente), in quanto è una di queste due parti che garantisce il finanziamento e lo gestisce, si potrebbe avere un “contratto di performance energetica”, EPC. E’ la ESCo che gestisce non solo l’intervento, ma la successiva fornitura di energia. Il contratto è basato sul risultato di risparmio energetico che si conseguirà e la ridistribuzione dei risparmi dipende da come è ripartito l’investimento e dallo schema contrattuale prescelto.

I due schemi più noti di EPC sono lo lo “shared savings” (risparmi condivisi) e il “guaranteed savings” (risparmi garantiti).

Con il primo, i due contraenti si suddividono i risparmi conseguiti in modo percentuale, a seconda di quanto hanno investito, per un periodo fissato. Si ha dunque un risultato economico variabile per entrambi.

Con il secondo vengono invece stabilite, per il periodo necessario, rate prefissate di pagamento alla ESCo, sulla base di un risparmio garantito per il cliente (dunque la rata sarà inferiore alla precedente spesa energetica). In questo caso il cliente ha benefici certi, mentre i ricavi della ESCo sono variabili.

Contratto di finanziamento tramite terzi (FTT)
Il meccanismo è sostanzialmente identico al precedente, con la differenza che il finanziamento è fornito da una banca o da altro organismo finanziario che viene coinvolto dalla ESCo. Dal punto di vista del beneficiario non vi è differenza tra questi contratti. Per la ESCo può risultare una facilitazione non solo in termini di disponibilità finanziarie, ma anche perché l’istituto di credito ha maggiore competenza nella valutazione dei rischi che riguardano l’impresa committente.

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